MAROCCO: Marrakech & Zagora Desert

20 MARZO: BACK TO THE TOWN. La nostra sveglia suona prestissimo questa mattina, qualche minuto prima delle sei: non vogliamo assolutamente rischiare di perderci l’alba nel deserto, uno dei motivi del nostro viaggio africano. Intorno alle 6.30 veniamo accontentati: una palla di fuoco spunta dai rilievi lontani, ed in pochi minuti si alza verso il cielo, riscaldando i nostri cuori oltre che l’aria circostante. E’ tempo di lasciare il silenzio del deserto per rientrare nel caos della Medina di Marrakech, ma soltanto dopo un’abbondante colazione!
Il viaggio di ritorno scorre rapido, la voglia di tornare in città è tanta sia per noi che per la nostra guida: l’indomani, infatti, dovrà ripartire per un lungo tour. Approfitterà di queste ore pomeridiane per recuperare e trascorrere un po’ di tempo con la famiglia. Ci fermiamo unicamente a Ourzazate per un the alla menta con wi-fi, dato che nelle ultime 24 ore non abbiamo avuto modo di comunicare con l’Italia. Raggiungiamo Marrakech intorno alle 15.00, pronti per affrontare i Souq e fare scorta di spezie. Una piacevole scoperta di questa giornata è il Tajin Darna, ristorante ubicato sul lato nord della piazza: prezzi “democratici” e una meravigliosa dalla sua terrazza panoramica. Sarà un punto di riferimento per i pasti nei giorni a seguire.
21 MARZO: MARRAKECH. Giornata dedicata alla città di Marrakech: si comincia con una lunga passeggiata fino alla Nouvelle Citè, decisamente occidentale e moderna. Visitiamo i Jardin Majorelle, un oasi nella città che qualche decennio fa rischiò di essere distrutta a causa di un’operazione immobiliare: fu il famoso stilista francese Yves Saint Lauraint ad acquistarli, restaurarli e restituirli alla città. Molto suggestivi ma decisamente troppo turistici e cari, 70 Dhr (7 euro). Rientriamo nella Medina per percorrere un lungo itinerario tra i Souq che durerà, con qualche sosta, fino al pomeriggio. Attraversiamo (descrizione itinerario Lonely Planet).
Dopo cena, ci infiliamo sotto le coperte pronti (ma non troppo) alla “levataccia” che ci aspetta il giorno seguente: il nostro taxi passerà a prenderci alle 4.30, così da sbrigare le lunghe, complesse e permettetemi di dire, spesso inutili procedure aeroportuali marocchine.
Terminano così questi quattro giorni alla scoperta dell’estremo nord del continente africano: un assaggio di un paese ricco di storia e tradizioni, così come di contraddizioni: da un lato, il forte richiamo dell’occidente, inevitabilmente frenate, dall’altro lato, dalle  tradizioni arabe onnipresenti.
Arrivederci a presto, Marocco!