Ryanair sceglie Roma FCO per un cambiamento storico: sarà il primo hub

C’era una volta una compagnia low-cost senza posti assegnati, con gendarmi pronti a misurare il bagaglio al millimetro, piena di annunci di ogni tipo durante il volo, ad ogni ora del giorno e della notte: Ryanair, una compagnia che da sempre ha fatto del “Bene o male, purché se ne parli” il proprio leitmotiv.  Il principio dei vettori low cost è semplice: ridurre all’essenziale ciò che è incluso nel biglietto. Ciò significa risparmiare anche sui costi aeroportuali, riducendo i tempi di taxing in (lo spostamento dalla pista di atterraggio all’area di sosta) e taxing out, così come i servizi accessori, scegliendo un modello point-to-point. In pratica, tale schema prevede la possibilità di pianificare itinerari ad unica tratta, senza scali: ciò significa maggiore semplicità gestionale, ma un numero di destinazioni ovviamente più ristretto.

Ed è su questo aspetto che la compagnia irlandese ha deciso di cambiare: da fine aprile 2017, infatti, sarà possibile prenotare voli con transito via Roma Fiumicino. Quasi uno sfottò, ai quali l’esuberante CEO di Ryanair Micheal O’Learny ci ha ormai abituato, alla padrona di casa Alitalia, oggi più che mai al centro di una complicata situazione economico-finanziaria.

Una rivoluzione, il passaggio allo schema hub-and-spoke, che prevede l’obbligo della compagnia di gestire il transito dei bagagli sino alla destinazione finale, così come la riprogrammazione dei passeggeri che dovessero perdere la coincidenza per ritardi imputabili alla compagnia: sarà forse un test di una futura collaborazione, prevista a partire da settembre, con vettori come Norwegian Air e Air Lingus, capaci di offrire tratte intercontinentali?

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