VIAGGIARE SICURI TRA ISRAELE E PALESTINA: YES, WE CAN!

Spesso, pensando ad una meta come Israele, compaiono nella mente immagini tutt’altro che piacevoli: attentati esplosivi, guerriglia, disordini civili. Indubbiamente, lo stato israeliano è stato per molti anni teatro di scontri piuttosto violenti. Conoscere le ragioni di questa tensione è fondamentale per capire le ragioni che stanno alla base dell’attenzione del popolo israeliano, apparentemente ossessiva, per la sicurezza.

Nei primi anni del secolo scorso andavano a formarsi comunità ebraiche nella zona della Transpalestina, dove tuttavia risiedevano stabilmente comunità arabe. La seconda guerra mondiale e la politica persecutoria nei confronti degli ebrei non fecero che aumentare questo fenomeno, causando un crescente malcontento nella popolazione araba già presente. Il riconoscimento dello stato di Israele da parte dell’ONU (nel 1947) e il rifiuto delle comunità arabe di creare un analogo stato Palestinese portò ad una situazione di conflittualità tra i due popoli, che nel corso di questi settant’anni ha visto alternare momenti di alta tensione con scontri armati e guerriglia a momenti di distensione diplomatica. Ad oggi, nonostante gli ultimi anni siano stati caratterizzati da uno spostamento del conflitto nelle opportune sedi istituzionali, la questione continua ad essere irrisolta, facendo del territorio israelo-palestinese un’area interessata da una stabilità politica estremamente precaria.

VIAGGIO IN ISRAELE e PALESTINA: SI O NO?

Certo, una premessa storica come quella appena fatta certamente non pone Israele ai primi posti delle mete più gettonate: tuttavia, negli ultimi anni, si è assistito ad un significativo aumento delle presenze turistiche nello stato ebraico. Indubbiamente, il frutto di politica fortemente voluta dal governo di Gerusalemme che punta a mostrare la potenziale vocazione turistica del territorio: parliamo di un’area con un clima mite tutto l’anno, bagnato dal Mar Mediterraneo e dal Mar Rosso, con una tradizione millenaria da raccontare attraverso siti storici e religiosi.

Ad oggi, possiamo ritenere Israele un territorio sufficientemente sicuro e all’interno del quale circolare serenamente. Il governo israeliano da molti anni ha posto la questione della sicurezza e del controllo delle frontiere come prioritaria, limitando in modo significativo gli episodi di guerriglia sul territorio. Nel corso delle nostre visite, non abbiamo mai percepito alcuna minaccia reale o concreta: anzi, sia la popolazione israeliana che quella palestinese si sono dimostrate in più occasioni disponibili e amichevoli nei nostri confronti.

TEL AVIV E JAFFA: Giovane, moderna, cosmopolita: il cuore economico israeliano è una città estremamente sicura da vivere in modo frenetico, giorno e notte!

EILAT E IL SUD: In passato zona teatro di scontri con il vicino Egitto, oggi vive una situazione di stabilità politica che la rendono una destinazione sicura oltre che estremamente allettante: spiagge incantevoli e clima mite, tutto l’anno

GERUSALEMME: La situazione è completamente diversa. La presenza militare è massiccia per prevenire possibili disordini, in particolare modo nella città vecchia. E’ qui che tre religioni condividono storia, luoghi sacri, tradizioni: paradossalmente il punto di partenza per la pace tra i popoli si è trasformata, nei secoli, nel cuore dei disordini. Oggi, Gerusalemme è una città relativamente sicura, di giorno e di notte, purché la presenza militare non vi crei disagio: occorre tuttavia tenersi informati su possibili sviluppi di cronaca, e prestare particolare attenzione nell’area del Monte del Tempio / Spianata delle Moschee, luogo sacro per Ebrei e Musulmani spesso al centro di disordini.

CISGIORDANIA: Nessun problema particolare per i turisti. Occorre tuttavia ricordare l’impossibilità di accedere ai Territori palestinesi con un’auto con targa israeliana. Da evitare nella maniera più assoluta la Striscia di Gaza e le Alture del Golan, al confine con la Siria.

CONTROLLI AEROPORTUALI: VIAGGIARE SICURI, MA CHE INCUBO!

Piccola parentesi necessaria per chi dovesse entrare in Israele per la prima volta: preparatevi a controlli di sicurezza e doganali estremamente accurati, per non dire ossessivi, sia in entrata che in uscita. Se il vostro passaporto contiene timbri di paesi musulmani, o il vostro nome ha un sapore vagamente arabo, preparatevi ad un vero e proprio interrogatorio sulle vostre origini e sul motivo del vostro viaggio, dettagli compresi. Una prassi estremamente fastidiosa, quanto comprensibile: in passato, Israele è stata oggetto di numerosi episodi di terrorismo religioso.

NOTA: Abbiamo visitato Israele in più occasioni, tra il 2017 e i primi mesi del 2018. Prima di intraprendere un viaggio in zone politicamente “calde”, è buona norma verificare la situazione aggiornata sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri, viaggiaresicuri.it

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